Frasi
Frasi di Franca Valeri
15 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 15 frasi di Franca Valeri: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
Franca Valeri (attrice, comica, cabarettista, drammaturga, sceneggiatrice, attrice teatrale e regista teatrale italiana). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Franca Valeri
Da quando ha abbandonato le scene Mina rappresenta il nostro tempo da un lato come icona, dall'altro attraverso le sue canzoni, sempre all'avanguardia, spregiudicate e innovative. Un'artista che è una grande donna, una donna che è una grande artista. Questa è Mina, l'idea della donna italiana. (citato in Romy Padovano, Mina. I mille volti di una voce, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1998)
I vestiti di Capucci hanno due caratteristiche. Una è che non si strapazzano mai; anche se li ficchi in una valigia escono perfetti. Secondo: inspiegabilmente sono portabili. Perché, quando una cosa è fatta da un tale maestro tiene conto che sotto c'è un corpo.
Mia mamma era disperata a sapermi in giro da sola. In quei giorni a Milano si sparava ancora per strada. Ma io volevo vedere se il Duce era davvero morto. E vuol sapere se ho provato pietà? No. Nessuna pietà.
Non era solo colpa sua, ma a forza di sentirsi chiamare genio aveva finito per sentirsi tale... Mi dispiace dirlo, ma penso che Fellini sia stato sopravvalutato. Aveva, è vero, qualità enormi prima tra tutte la curiosità. Ma quando andammo a vedere La strada con De Feo ed Ercole Patti ci annoiammo mortalmente.
Per me la giovinezza incominciò il 25 aprile 1945: una giovinezza tardiva. Ma è stata bella. In quell'Italia tutto pareva possibile.
A me fa ridere solo Woody Allen. E me stessa.
Ho sempre avuto una grande facoltà di far ridere. Anche da piccola al tavolo da pranzo ero istintivamente pungente. Negli anni ho saputo sfruttare il mio senso dell'ironia. E preferisco essere un'umorista piuttosto che una piagnona.
Sono forse la più grande attrice italiana e anche una delle meno pagate.
Lo snobismo è imperituro. Purtroppo di veri snob ce ne sono sempre meno. Vivono nascosti e vanno ricercati tra gli intellettuali più puri. Una volta erano le persone moderne, ma oggi la mondanità è un ricettacolo di volgarità, una pagliacciata.
Amo la moda e non posso fare a meno d'essere elegante.
Non odio l'umanità [...]. Semplicemente evito le persone che non mi piacciono.
Dicono di Franca Valeri
Franca Valeri è tutto questo: è un'eredità preziosa, è ispirazione, è stima.
Franca Valeri ha scritto cose geniali. Devo ringraziare chi mi disse: "Leggiti i suoi libri". Mi ha aperto un mondo.
Il mondo dello spettacolo dovrebbe farle un monumento, per tutta la strepitosa intelligenza, l'ironia acuminata, la grande sapienza che la Valeri ha sempre profuso: una voce salutare, grazie anche alla sua prosa amara, appena mascherata da un sorriso d'intesa.
Qualche anno dopo, Franca debuttò nella chiesa sconsacrata di San Barnaba, in Anna Lebowitz, con la regia di Alessandro Fersen. Il padre, contrario alla sua carriera di attrice, le disse: "Fai quello che vuoi ma non usare il nostro nome". Franca mi chiese di suggerirle un nome d'arte. Leggevo in quei giorni Paul Valery e le dissi: "Chiamati Valeri" e così divenne Franca Valeri.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026