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Prosa · 1304

Convivio

di Dante Alighieri

Prima pubblicazione
anni 1300
Tipo
Prosa
Lingua originale
italiano medievale

«Convivio» è una prosa di Dante Alighieri, pubblicata per la prima volta nel 1304.

Il libro in breve

Il Convivio è un saggio composto da Dante Alighieri nei primi anni dell'esilio, ovvero tra il 1304 e il 1307. L'intento dell'autore era quello di agevolare ogni individuo nello spontaneo percorso verso la conoscenza tramite l'alternarsi di canzoni apparentemente ludiche e commenti di carattere pedagogico-morale o dottrinale.

Per una maggiore comprensione va tenuto in considerazione l'effettivo privilegio di chiunque all'epoca potesse dedicarsi agli studi e all'otium cum dignitate; pertanto si procede prima elencando i possibili impedimenti che prevengono l'uomo dall'acquistare compiutamente l'habitus di scienza ed in secondo luogo, in quanto fedele, mostra la sua misericordia attiva nei confronti di chi è affamato di conoscenza. In questo, infatti, si esplicita per la prima volta la virtù della "liberalitade", fondamentale per il Dante in esilio ed in continua peregrinazione tra le donne. mature.

Fonte: Wikipedia, voce «Convivio» · licenza CC BY-SA 4.0

Indice dei capitoli

  1. Trattato primo
  2. Trattato secondo
  3. Trattato terzo
  4. Trattato quarto

I capitoli si aprono su Wikisource.

Dove trovare «Convivio»

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Frasi tratte da «Convivio»

Dispregiar se medesimo è per sè biasimevole, però che a l'amico dee l'uomo lo suo difetto contare strettamente, e nullo è più amico che l'uomo a sè; onde ne la camera de' suoi pensieri se medesimo riprender dee e piangere li suoi difetti, e non palese. ()
[...] lo consentire è uno confessare, villania fa chi loda o chi biasima dinanzi al viso alcuno, perché né consentire né negare puote lo così estimato sanza cadere in colpa di lodarsi o di biasimare. ()
[...] nulla cosa per legame musaico armonizzata si può de la sua loquela in altra transmutare sanza rompere tutta sua dolcezza e armonia. ()
Questi sono da chiamare pecore, e non uomini; ché se una pecora si gittasse da una ripa di mille passi, tutte l'altre andrebbero dietro; e se una pecora per alcuna cagione al passare d'una strada salta, tutte l'altre saltano, eziandio nulla veggendo da saltare. E io ne vidi già molte in uno pozzo saltare per una che dentro vi saltò, forse credendo saltare uno muro, non ostante che 'l pastore, piangendo e gridando, con le braccia e col petto dinanzi a esse si parava. ()
Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete, / udite il ragionar ch'è nel mio core, / ch'io nol so dire altrui, sì mi par novo. ()
Presente anche in Rime, LXXIX, Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete.

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Convivio»?
«Convivio» è stato scritto da Dante Alighieri.
Quando è uscito «Convivio»?
La prima pubblicazione risale al anni 1300.
Si può leggere «Convivio» gratis?
Sì, il testo è disponibile legalmente su Liber Liber e Wikisource.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026