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anonymous · Public domain

Poema · 50 a.C.

Eneide

di Publio Virgilio Marone · titolo originale Aenēis

Prima pubblicazione
I secolo a.C.
Tipo
Poema
Lingua originale
latino
Personaggi
Enea, Didone, Giunone, Anchise, Venere, Acate

«Eneide» è un poema di Publio Virgilio Marone, pubblicato per la prima volta nel 50 a.C.

Ne sono stati tratti 2 film o serie.

Il libro in breve

L'Eneide (in latino Aeneis) è un poema epico sulle remote origini di Roma e sul suo destino di egemonia scritto dal poeta latino Publio Virgilio Marone. Egli cominciò a delinearne la struttura narrativa nel 29 a.C., per avviarne la stesura effettiva nel 27 a.C., e proseguirla poi, ininterrottamente, fino al 19 a.C.

Narra la leggendaria storia dell'eroe troiano Enea (figlio di Anchise e della dea Venere), che riuscì a fuggire dopo la caduta della città di Troia e viaggiò per il Mar Mediterraneo fino ad approdare, dopo alcune tappe intermedie, nel Lazio, diventando il progenitore del popolo romano.

Fonte: Wikipedia, voce «Eneide» · licenza CC BY-SA 4.0

Edizioni e codici ISBN di «Eneide»

EditoreAnnoISBNPagineLinguaOpen Library
Oxford University Press, USA20089780199231959544scheda

1 edizione censite su Open Library; in tabella le prime 1, a partire da quelle in italiano.

Dove trovare «Eneide»

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Frasi tratte da «Eneide»

Ma già contezza avea ch'era di Troia / per uscire una gente, onde vedrebbe / le sue torri superbe a terra sparse, / e de la sua ruina alzarsi in tanto, / tanto avanzar d'orgoglio e di potenza, / che ancor de l'universo imperio avrebbe: / tal de le Parche la volubil rota / girar saldo decreto. Ella, che tema / avea di ciò, non posto anco in oblio / come, a difesa de' suoi cari Argivi, / fosse a Troia acerbissima guerriera: / ripetendone i semi e le cagioni, / se ne sentia nel cor profondamente / or di Pari il giudicio or l'arroganza / d'Antigone, il concubito d'Elettra, / lo scorno d'Ebe, alfin di Ganimede / e la rapina e i non dovuti onori. (I, vv. 29-45)
Di sì gravoso affar, di sì gran mole / fu, dar principio a la romana gente. (I, vv. 53-54)
Già per l'ondoso mar disperse e rare / le navi e i naviganti si vedevano; / già per tutto di Troia, a l'onde in preda, / arme, tavole, arnesi a nuoto andavano. (I, vv. 191-5)
Rari nantes in gurgite vasto su Wikipedia.
Come adivien sovente in un gran popolo, / allor che per discordia si tumultua, / e 'mperversando va la plebe ignobile, / quando l'aste e le faci e i sassi volano / e l'impeto e 'l furor l'arme ministrano, / se grave personaggio e di gran merito / esce lor contro, rispettosi e timidi, / fatto silenzio, attentamente ascoltano, / ed al detto di lui tutti s'acquetano. (I, vv. 242-250)
Furor arma ministrat su Wikipedia.
Qui stanchi tutti e maceri, e del mare / ancor paurosi, i liti a pena attinsero, / ch'a a terra avidamente si gittarono. / Acate fece in pria selce e focil / scintillar foco, e dielli esca e fomento. (I, vv. 278-282)

Tutte le frasi di «Eneide»

Film e serie tratti da «Eneide»

TitoloAnnoTipoRegiaSinossi
La leggenda di Enea1962filmAlbert Band, Giorgio Venturini
Eneide1971miniserie TVFranco Rossi

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Eneide»?
«Eneide» è stato scritto da Publio Virgilio Marone.
Quando è uscito «Eneide»?
La prima pubblicazione risale al I secolo a.C.
Esiste un film tratto da «Eneide»?
Sì: La leggenda di Enea (1962) e Eneide (1971).
Si può leggere «Eneide» gratis?
Sì, il testo è disponibile legalmente su Wikisource.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026